CDCF — Catholic Digital Commons Foundation

CDCF Standard: Panoramica

Perché gli standard sono importanti

Le istituzioni cattoliche in tutto il mondo sviluppano software per servire la missione della Chiesa: calendari liturgici, sistemi di gestione parrocchiale, piattaforme catechetiche, strumenti per la registrazione dei sacramenti e molto altro. In assenza di standard condivisi, questi progetti operano in isolamento: definiscono i propri identificatori, strutturano i propri modelli di dati e fanno le proprie assunzioni su come rappresentare le realtà della vita cattolica nel codice.

Il risultato è la frammentazione. Un’app per il calendario liturgico non può scambiare dati con un sistema di gestione parrocchiale. Un database diocesano utilizza un set di identificatori per le sue parrocchie mentre un directory nazionale ne utilizza un altro. Le edizioni del Messale Romano sono citate in modo diverso in ogni progetto che ne ha bisogno.

Gli standard risolvono questo. Stabilendo identificatori e rappresentazioni dei dati condivisi e canonici per le entità e le realtà della vita cattolica, il CDCF consente:

  • Interoperabilità. I progetti software cattolici possono scambiare dati e lavorare insieme, indipendentemente da chi li ha costruiti o dove sono stati implementati.
  • Assicurazione della qualità. L’adesione agli standard del CDCF segnala che un progetto è radicato nella tradizione cattolica e ha affrontato seriamente le realtà ecclesiali che rappresenta.
  • Riduzione della duplicazione. Gli sviluppatori possono costruire su una base condivisa piuttosto che reinventare gli stessi modelli di dati in isolamento.
  • Accuratezza ecclesiale. Gli standard sviluppati con la partecipazione di teologi, liturgisti, canonisti e istituzioni ecclesiali garantiscono che il software rappresenti fedelmente la comprensione della Chiesa delle proprie strutture, riti e tradizioni.

Standard proposti

Il CDCF ha iniziato a proporre standard in aree dove la necessità di interoperabilità è più immediata. I seguenti sono proposte iniziali — lavoro preliminare inteso a seminare la conversazione e fornire un punto di partenza. Ogni proposta richiederà la formazione di un comitato per gli standard dedicato per rivedere, affinare e sviluppare formalmente lo standard attraverso il processo completo del comitato.

Standard Repository Stato Descrizione
CMDDR — Common Magisterial Document Data Repository CatholicOS/cmddr Proposto Identificatori canonici e classificazione per documenti magisteriali della Chiesa cattolica (encicliche, costituzioni apostoliche, motu proprii, ecc.), inclusa la tassonomia del tipo di documento, identificazione dell’emittente e livello di autorità magisteriale.
CRMETDR — Common Roman Missal Editio Typica Data Repository CatholicOS/crmetdr Proposto Identificatori canonici per ogni edizione pubblicata del Messale Romano latino, dalla prima Missale Romanum del 1474 fino alla reimpressio emendata del 2008, inclusa una scheda per identificare le traduzioni vernacolari.
CLEDR — Common Liturgical Events Data Repository CatholicOS/cledr Proposto Identificatori canonici per celebrazioni liturgiche (solennità, feste, memoriali, ecc.) nei cicli Temporale e Sanctorale, con mappature incrociate alle implementazioni esistenti (LitCal API, RomCal, ePrex).

Nota: Questi repository rappresentano lavori proposti, non standard completati. Nessun comitato per gli standard è stato ancora formato per nessuna di queste proposte. I repository servono come punto di partenza per la discussione e come invito per la comunità cattolica a partecipare al loro sviluppo attraverso il processo formale del comitato.


Standard futuri

La portata della standardizzazione necessaria è vasta. I seguenti sono ambiti in cui il CDCF prevede che saranno necessari standard, anche se il lavoro non è ancora formalmente iniziato:

  • Diocesi ed eparchie. Identificatori standardizzati per tutte le diocesi cattoliche, eparchie, arcidiocesi e altre chiese particolari in tutto il mondo, comprese entità storiche che sono state fuse, soppresse o rinominate.
  • Voci del Martirologio Romano. Identificatori standardizzati per le voci del Martyrologium Romanum, che consentono l’interoperabilità tra software liturgici, database agiografici e piattaforme catechetiche.
  • Pontifici Romani. Identificatori standardizzati per tutti i Vescovi di Roma, a supporto della ricerca storica, dell’attribuzione di documenti e dei riferimenti liturgici.
  • Edizioni della Bibbia cattolica. Identificatori standardizzati per tutte le edizioni cattoliche della Sacra Scrittura pubblicate nel corso della storia, comprese la Vulgata, la Nova Vulgata e le molte traduzioni vernacolari approvate.
  • Testi liturgici e traduzioni. Rappresentazioni standardizzate di testi liturgici approvati in diverse lingue e riti.
  • Strutture canoniche. Identificatori standardizzati per parrocchie, istituti religiosi, movimenti ecclesiali e altre entità canoniche.

Ognuna di queste aree richiederà il proprio comitato per gli standard con competenze appropriate nel settore. L’elenco sopra è illustrativo, non esaustivo: la comunità cattolica è invitata a proporre ulteriori aree in cui la standardizzazione servirebbe il bene comune.


Relazione con la governance del progetto CDCF

Gli standard CDCF e i progetti CDCF sono distinti ma complementari:

  • Standard definiscono modelli di dati condivisi, identificatori e rappresentazioni. Sono specifiche di riferimento, non software.
  • Progetti sono implementazioni software che possono adottare e implementare gli standard CDCF.

La conformità di un progetto agli standard CDCF pertinenti può essere considerata come parte dei criteri di valutazione per lo stato di Progetto della Fondazione, in particolare sotto il Criterio 3 (Trasparenza dell’ambito e dell’operazione) e il Criterio 8 (Governance, Manutenzione e Compatibilità di Sussidiarietà).